Dune | Sandpile
imontirossi 2002 Paolo Monti e Laura Rossi
Tesi di laurea in architettura
Dune | sandpile
“Nessuno conosce l’esito del cammino che comincia dall’unione di percipiente e percepito
– di soggetto e oggetto – in un solo universo”
Gregory Bateson
imontirossi 2002
Paolo Monti e Laura Rossi
Tesi di laurea in architettura de i montirossi, 2002 – Polo Scientifico e Museale per la produzione e
divulgazione dell’arte contemporanea, antistante l’aeroporto internazionale di Fiumicino – Leonardo Da Vinci.
Ideato da i montirossi per la loro tesi di laurea in architettura su di un polo scientifico e museale, il video è il veicolo principale del progetto architettonico, al quale viene affidato il compito di guidarci nelle sue profondità. Cunicoli scavati nella memoria che si animano di eteree presenze. Identità dei luoghi evocati attraverso la voce, che si fanno suono, quindi immagine. Percorrerli è ricordare. Ricordare e scoprire il segreto dell’intimità. Intimità rifugio dell’anima, custode del sacro, dove la mente tace e si abbandona al sogno.
Ispirato all’opera di Gregory Bateson, il video, come un canto, evoca ed edifica spazio per offrirlo all’esplorazione e al movimento, dove ciò che conta è l’esperienza del proprio muoversi e viaggiare. Un sentire oltre il visibile. Un ascoltare oltre l’udibile. Uno sguardo interiore che si fa visione. Come raggiungere un simile luogo senza i luoghi che lo precedono? Come la profondità si scava dietro altezza e larghezza, come il tempo si scava dietro lo spazio, così il video ci conduce verso un’altra dimensionalità dell’essere. Un luogo della mente, appunto, o forse un luogo dell’indefinito, dove non esistono categorie di luoghi, ma, solo quei luoghi. Un addensamento provvisorio di materia fluttuante coincidente con il pensiero di stare lì, solo lì, ora, come purezza dello stare.
Endocamere, microscopi a scansione elettronica, sistemi ad infrarosso, analizzatori di spettro luminoso, rilevatori di presenze, solo alcuni dei materiali impiegati nelle riprese. Campi magnetici, muri ad aria compressa, solai e scale telescopiche, talpe meccaniche, tunnel di teletrasporto sono gli elementi compositivi, organizzati da una medesima matrice. La struttura autopoietica del video, in grado di autoriprodursi e autoorganizzarsi, limita la postelaborazione al solo montaggio tentando di mantenerne il carattere analogico come ipotesi concreta di possibile costruttore di mondi.